
C'era una volta in America è un film gangster del 1984 di Sergio Leone, e ultimo film diretto dal regista italiano. Fa parte della cosiddetta trilogia del tempo. Di questa trilogia fanno parte anche i film precedenti del cineasta romano: gli spaghetti-western C'era una volta il West e Giù la testa.
Girato nel 1984, sedici anni dopo C'era una volta il West, il film è interpretato, fra gli altri, da Robert De Niro e James Woods. La colonna sonora è di Ennio Morricone.
Basata su un romanzo di Harry Grey, The Hoods, pubblicato poi successivamente con il titolo di Once Upon a Time in America, la pellicola narra - nell'arco di quarant'anni, dagli anni '30 ai '60 - le drammatiche avventure di David Aaronson detto Noodles, gangster dedito all'oppio, e del suo amico Maximilian "Max" Bercovicz - interpretato da James Woods - dal ghetto ebraico all'ambiente della malavita organizzata nella New York del proibizionismo e del post-proibizionismo.

Casting
Avendo a disposizione un budget elevato Sergio Leone si avvalse di un cast misto, composto da grandi stelle internazionali e da attori debuttanti o poco conosciuti.
Robert De Niro, interprete di Noodles
Robert De Niro era già una star molto affermata avendo già vinto due premi Oscar; inoltre non era nuovo al ruolo del mafioso avendo ottenuto la fama grazie all'interpretazione di Don Vito Corleone nel film Il padrino - Parte II di Coppola; in seguito a questo film tornerà a interpretare ruoli simili per De Palma in Gli intoccabili e per Scorsese in Quei bravi ragazzi e Casinò. Per preparare e perfezionare al meglio il suo personaggio in questo film chiese di incontrare ripetutamente il boss Meyer Lansky, non ottenendo mai una risposta positiva.
James Woods, interprete di Max
Per la parte di Max il principale candidato era Joe Pesci, attore famoso e grande amico di De Niro, tuttavia i provini di Pesci non piacevano particolarmente a Leone, che pur riconoscendo la bravura dell'attore non lo riteneva adatto. Alla fine Leone convinse Pesci a prendere parte ugualmente al film, fu lo stesso Pesci a scegliere di interpretare la parte di Frankie Minaldi, che nella sceneggiatura era molto più importante della versione definitiva, poi nel montaggio finale verrà pesantemente limitata. James Woods venne scelto su consiglio di De Niro;[7] all'epoca Woods era un attore noto principalmente per aver lavorato con David Cronenberg in Videodrome. Il provino non colpì subito Leone, che lo scritturò al termine della selezione dopo aver "spostato" Joe Pesci al ruolo di Frankie.
Per la parte di Carol si era autocandidata Claudia Cardinale che voleva partecipare al progetto e che aveva già lavorato con Sergio Leone in C'era una volta il West del 1968, ma Leone la scartò per puntare su un'attrice meno famosa; alla fine infatti diede la parte a Tuesday Weld, attiva fin dagli anni '50 e abbastanza famosa per via di qualche produzione televisiva, in questo film ottenne buone critiche e nomination per dei premi toccando il punto più alto della sua carriera.
Per le parti dei ragazzi Leone si affidò a dei giovani debuttanti selezionati tramite audizioni; tutti questi ragazzi erano praticamente all'inizio della loro carriera, di tutti solo Brian Bloom (il giovane Patsy) ha continuato con medio successo la carriera di attore, gli altri hanno tentato qualche progetto ma all'inizio degli anni '90 hanno tutti cambiato mestiere.

Discorso a parte merita invece la bambina che ha interpretato la parte della giovane Deborah, infatti Jennifer Connelly vide la propria carriera decollare dopo questo film e tuttora è una apprezzata attrice che nel corso della sua carriera ha lavorato con registi del calibro di Dario Argento, Jim Henson, Ron Howard e Ang Lee. La Connelly venne notata da un addetto al casting di un altro film che sapeva che il regista italiano cercava una ragazza da far danzare davanti alle cineprese, dopo aver visto la Connelly ballare decise di proporla a Leone, che la scritturò avviandola alla carriera cinematografica.
Le riprese iniziarono il 14 giugno 1982[9] e terminarono quasi un anno dopo: il 22 aprile 1983.[9] Il regista per la prima e unica volta nella sua carriera non usò il formato 2,35:1 durante le riprese (grazie a questo formato aveva ottenuto grande fama per via dei suoi primi piani) sostituendolo con il 1,85:1.
Durante il periodo di riprese la lavorazione proseguì senza grossi intoppi o problemi, se non le difficoltà legate ad organizzare i grandi spostamenti che l'intera troupe era costretta ad affrontare per raggiungere le varie location. Infatti per poter girare nelle migliori condizioni Leone girò in lungo e in largo per gli USA, vagando dal quartiere Brooklyn di New York al New Jersey per poi andare in Florida e varcare in confini nazionali per poter riprendere alcune sequenze nella regione del Québec in Canada.[10] La troupe si spostò anche in Europa: in Francia a Parigi[10] ma soprattutto in Italia. Molte scene (soprattutto quelle ambientate negli anni '20 e '30) furono girate nei set di Cinecittà, a Roma.[10] Di passaggio in Italia Leone si fermò anche a Venezia per girare la scena della cena al ristorante di Noodles e Deborah in un albergo del posto. Il produttore Arnon Milchan volle fare un cameo, compare infatti in una scena nei panni dell'autista di Noodles.
La Teoria del Sogno
Il film inizia e finisce nel 1933, con Noodles che si nasconde in una fumeria d’oppio. Poiché l’ultima scena del film raffigura Noodles sorridente, immerso nei fumi dell’oppio, alcuni interpretano la storia come un sogno o una fantasia indotta dalla droga, con Noodles che ricorda il suo passato e immagina il suo futuro. Nel commento inserito nel DVD, lo storico cinematografico Richard Schickel afferma che i consumatori di oppio hanno spesso allucinazioni vivide e che queste visioni hanno la tendenza ad esplorare il passato e il futuro. Nel documentario “A fistful of Sergio Leone” è riportato che lo stesso Leone fece riferimento a questa teoria parlando con un gestore di cinema che aveva appena visionato la pellicola.
Gli oppositori della Teoria del Sogno citano il fatto che la sequenza del 1968 include vari anacronismi: la musica dei Beatles, la televisione, e riferimenti alla guerra del Vietnam, gli hippy nella stazione che interloquiscono su Jimi Hendrix, che ovviamente non esistevano nel 1933 e quindi Noodles non sarebbe stato in grado di sognarli. Ed asseriscono inoltre che filmare le sequenze successive sotto forma di sogno avrebbe annullato l’effetto tematico e psicologico del film.
I sostenitori affermano che varie scene supportano la Teoria del Sogno ad esempio il telefono che squilla ossessivamente nella mente di Noodles è il sintomo di una allucinazione ossessiva provocata dall’oppio ed egli viene immediatamente soccorso da un inserviente della fumeria che gli passa nuovamente la pipa facendolo immergere nuovamente nella storia. Inoltre il film inizia con la musica di God bless America e nella scena finale corrispondente, le automobili che sfilano cariche di gente che festeggia sono veicoli del 1930 e suonano la stessa canzone. Il tradimento di Max nel futuro puo essere interpretato come un trasferimento di responsabilità: Noodles inconsciamente accusa Max per il suo ingresso nell’organizzazione criminale e per la sua fallita relazione con Deborah, ed in un certo senso si sente tradito dalle brucianti ambizioni di Max. Alla fine del film il sorriso di Noodles viene interpretato come il sollievo, nell’accorgersi di aver solo sognato, anche se nella versione DVD italiana questi sorride poco dopo aver iniziato a fumare.
È generalmente considerato uno tra i grandi capolavori del cinema mondiale

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