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Così il benvenuto te lo voglio dare con questo film mitico che tu ben conosci
« Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de roba, un minorato, un incosciente, un regazzino. Un dritto e un frignone, un milionario pure se nun c'ha na lira e uno che nun c'ha na lire pure se è milionario. Un fanatico, un credulone un busciardo un pollo, è uno che passa sopra a tutto e sotto a tutto, è uno che 'mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda spera rimore e tutto per poter dire: ho vinto e adesso v'ho fregato a tutti e mo' beccate questa... tié! Ecco chi è, ecco chi è il giocatore delle corse dei cavalli.
Questo è il monologo finale di Gigi Proietti in Febbre da Cavallo, film italiano del 1976 diretto da Steno, con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa, Adolfo Celi, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Gigi Ballista ed Ennio Antonelli.
Inizialmente il film fu ideato come prodotto di cassetta destinato ad essere dimenticato rapidamente dopo il suo passaggio nelle sale cinematografiche. I molteplici passaggi televisivi della pellicola hanno nel tempo rilanciato il film, fino a farne un cult per appassionati della commedia leggera all'italiana e per frequentatori più o meno assidui di sale scommesse e ippodromi.
Ai confini tra trash e commedia all'italiana, Steno ha comunque creato un piacevole ritratto di una categoria di giocatori che all'epoca del film non era raro incontrare, e il film ha certamente il pregio di mantenere la sua freschezza nonostante il passare degli anni.